La verità, tutta la verità, nient’altro che la verità sulla seconda tappa del Viaggio del sogno premonitore
C’era un volta...
Proprio così, l’incipit per eccellenza. Il modo migliore per iniziare una fiaba. E vi garantisco che è la prima cosa che mi è venuta in mente quando mi sono seduto alla scrivania, ho aperto il pc e ho cominciato a scrivere.
Mi sono stufato di parlare di scrittura e sono passato alle storielle? No, niente affatto, ma questo articolo parla della seconda tappa del Viaggio del sogno premonitore. E non ho dubbi: si tratta di una fiaba. Una fiaba vera, con le stesse regole, stilemi, atmosfera.
Ciò che ho vissuto quest’estate in Cornovaglia e in Francia assomiglia di certo più a un racconto fantastico che a una classica cronaca di viaggio. Potrei annoiarvi con un miliardo di dettagli tecnici (un pochino lo farò, ma solo citando i più divertenti) o farvi un resoconto preciso e schematico dei luoghi visitati, con consigli pratici e aneddoti da viaggiatore incallito. Invece no. L’unica cosa che voglio fare è aprire il sipario e lasciare che vi godiate uno spettacolo unico. Voglio che respiriate l’avventura che sto vivendo e voglio che siate al mio fianco quando la fiaba si sostituisce alla realtà e ci trasporta in un mondo che non credevamo possibile.
